PON 2014-2020

Scuola

Insegnante sospesa, Giuliano (M5S): ha fatto bene il suo lavoro. Assurda sospensione

Orizzonte Scuola - Sab, 18/05/2019 - 20:26
Le parole del Sottosegretario Giuliano (M5S)

“Il provvedimento contro la professoressa Rosa Maria Dell’Aria è esagerato e lesivo della libertà e autonomia della docente e degli alunni della scuola di Palermo. L’ho sentita poco fa e da preside e da rappresentante del governo, mi limito a dire che la professoressa ha fatto bene il suo lavoro.
Per questo mi prendo l’impegno di fare tutto il possibile per interrompere quanto prima questa assurda sospensione dall’insegnamento contro la professoressa, a cui rinnovo tutta la mia vicinanza.”

Una vicenda che ha interessato il mondo politico – sindacale e gli insegnanti tutti per due giorni, da quando il figlio e avvocato dell’insegnante ha rilasciato un’intervista a Repubblica per mettere alla luce quanto accaduto.

Grazie all’interessamento generale la vicenda sembra rientrare. Anche il Ministro ha espresso parole molto miti nei confronti di quanto accaduto

Cosa dovrebbe fare un professore in questi casi? Generalizzare è difficile, qui c’entra la libertà di insegnamento prevista dalla Costituzione e i nostri ragazzi ragionano, non si fanno condizionare”, e poi: “La scuola deve costruire coscienze critiche, è un suo obiettivo, perciò ben vengano anche queste possibilità di confronto, di scambi di idee e opinioni che sono sempre positivi. I nostri docenti non sono bravi: di più. E meritano grande rispetto”.

Anche il diretto interessato Matteo Salvini, Ministro degli Interni, ha espresso la volontà di incontrare l’insegnante il 23 maggio, in occasione della commemorazione a Palermo della strage di Capaci.

Docente sospesa, Salvini: spero possa tornare presto a scuola

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Insegnante sospesa, Di Maio: Miur si occupi delle scuole che stanno crollando

Orizzonte Scuola - Sab, 18/05/2019 - 20:17

“Spero che la professoressa possa essere reintegrata il prima possibile. – leggiamo su Repubblica – Secondo me il Miur si deve occupare dell’edilizia scolastica, delle nostre scuole che stanno crollando, mentre ai nostri ragazzi ripeto di pensare con la loro testa, sempre”. ha detto il vicepremier e capo politico del M5S, Luigi Di Maio.

“Più che di un incontro, quell’insegnante ha bisogno di tornare al lavoro, spero al più presto – aggiunge – Dobbiamo volere questo come M5S e come governo”.

Il Ministro del Lavoro ha espresso contrarietà al provvedimento che ha colpito l’insegnante, e le ha dimostrato solidarietà con una telefonata.

“Farò di tutto perché lei venga reintegrata il prima possibile. Prima che lo Stato perda è bene che lo Stato si ravveda”, ha poi aggiunto il vicepremier del M5s. Che ha inoltre chiesto alla professoressa di mandare “un abbraccio ai ragazzi da parte sua”.

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Giuliano (M5S): mi impegnerò per revocare assurda sospensione alla prof

Orizzonte Scuola - Sab, 18/05/2019 - 20:15

L’ho sentita poco fa e da preside e da rappresentante del governo, mi limito a dire che la professoressa ha fatto bene il suo lavoro. Per questo mi prendo l’impegno di fare tutto il possibile per interrompere quanto prima questa assurda sospensione dall’insegnamento contro la professoressa a cui rinnovo tutta la mia vicinanza”.

Lo afferma il sottosegretario al Miur Salvatore Giuliano.

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Prof. sospesa, Bussetti: voglio incontrarla anche io, ma non spetta a me reintegrarla

Orizzonte Scuola - Sab, 18/05/2019 - 19:54

L’intervista, riportata da La Repubblica, andrà in onda stasera alla 20,15 su RaiTre.

Il ministro ha espresso il desiderio di incontrare la docente insieme a Salvini  e afferma: “Cosa dovrebbe fare un professore in questi casi? Generalizzare è difficile, qui c’entra la libertà di insegnamento prevista dalla Costituzione e i nostri ragazzi ragionano, non si fanno condizionare”, e poi: “La scuola deve costruire coscienze critiche, è un suo obiettivo, perciò ben vengano anche queste possibilità di confronto, di scambi di idee e opinioni che sono sempre positivi. I nostri docenti non sono bravi: di più. E meritano grande rispetto”.

Non sarà il ministro Bussetti a ritirare la sospensione, infatti dice: “Se fossi chiamato in causa potrei anche intervenire, ma il ministro non ha questa funzione, né questo compito. Ci sono degli uffici preposti. Il ministro non è stato interessato né nell’avvio né nella conclusione dell’iter del caso specifico. Perciò evitiamo accuse di censura perché non hanno fondamento”.

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Fico alla docente sospesa: per fortuna ci sono docenti come Lei, grazie

Orizzonte Scuola - Sab, 18/05/2019 - 19:16

“Gentile professoressa Dell’Aria – si legge nella lettera, pubblicata sul profilo Facebook di Fico – le scrivo per ringraziarla. Voglio dirle grazie per come è riuscita a fare il suo lavoro, permettendo ai suoi studenti di avere la libertà di elaborare, ragionare e riflettere. Di avere libertà di esprimersi. È questo quello che la scuola deve fare, fornire gli strumenti perché i ragazzi sappiano approfondire e costruire le proprie opinioni. E contribuire all’approfondimento del dibattito, senza censura.

Se si raggiunge questo obiettivo, se si creano spazi liberi di espressione e confronto, non sta a nessuno giudicare il suo lavoro. E ai ragazzi dico: siate sempre curiosi e critici, ed esprimete le vostre perplessità, opinioni, preoccupazioni o soddisfazioni. La politica e le istituzioni devono essere giudicate, devono essere criticate e soprattutto devono confrontarsi, senza avere paura delle critiche e dei giudizi. In questi mesi ho spesso incontrato ragazzi delle scuole, a Montecitorio come nel resto d’Italia, e a loro ho sempre chiesto sincerità e franchezza”, conclude Fico.

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Teacher pride: il 21 maggio alle 11 leggiamo gli artt 21 e 33 della Costituzione

Orizzonte Scuola - Sab, 18/05/2019 - 18:38

Invitiamo tutti i cittadini, insegnanti e studenti in primis, ad aderire e comunicare la propria adesione diffondendo l’iniziativa a mezzo stampa e social.

TEACHER PRIDE
#iononSorveglioSveglio

Martedì 21 maggio, alle ore 11, ogni insegnante, studente, cittadino che voglia riaffermare la libertà di pensiero e di insegnamento, dovunque si trovi, interromperà le proprie attività, si metterà in piedi e leggerà di seguito gli articoli 21 e 33 della Costituzione italiana. Laddove possibile la lettura solenne sarà fatta in gruppo.
Invitiamo tutti coloro che aderiscono a darne notizia attraverso comunicati stampa e social.
I docenti del Liceo Anco Marzio di Ostia (Roma)

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DSGAff: per il Governo figli di un Dio minore. Lettera

Orizzonte Scuola - Sab, 18/05/2019 - 18:27

Quante ingiustizie ancora dobbiamo dobbiamo subire?
DSGA : sconosciuti, fantasmi per molti , chi sono? Di cosa si occupano?
Siamo noi, siamo tanti, siamo figli di un Dio minore. Sfruttati per anni, sottopagati e sconosciuti a tanti. Lavoriamo nelle segreterie scolastiche, senza di noi nulla può andare avanti .

Dalla data di istituzione della figura del DSGA ad oggi, per ben 18 anni, l’indifferenza politica non ha mai prodotto un concorso pubblico per ricoprire tale profilo.
Nel frattempo, l’amministrazione ha fronteggiato la crescente situazione di emergenza utilizzando la palese, seppur precaria, forza di volontà degli Assistenti Amministrativi che hanno accettato l’onere di ricoprire la funzione superiore quasi esclusivamente per il senso del dovere e per il bene della scuola,considerando che alcuni DSGA facenti funzioni percepiscono un trattamento stipendiale inferiore a quello maturato nel ruolo di provenienza, nonostante le maggiori responsabilità assunte.

Dopo anni di silenzio e di colpevole inattività, la politica e l’amministrazione scolastica hanno pensato bene di risolvere l’emergenza pubblicando il primo Bando di Concorso pubblico per la figura di DSGA, senza prevedere percorsi alternativi per la valorizzazione delle competenze professionali acquisite dagli Assistenti Amministrativi che per anni hanno esercitato funzioni superiori. Mai si era vista una ingiustizia simile
Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, forse nell’intento di assecondare gli orientamenti contenuti in recenti sentenze della Corte Costituzionale ha evidenziato una inquietante indifferenza nei confronti degli Assistenti Amministrativi che hanno svolto funzioni superiori per molti anni i quali non si aspettavano un trattamento di favore, ma neppure una discriminazione così palese.

Contestiamo, gli atteggiamenti che le istituzioni politiche ed amministrative stanno mantenendo nei confronti del mondo scolastico perché, colpevolmente miopi, non riescono a cogliere la reale problematica della situazione amministrativa nelle scuole e non hanno previsto, oltre al concorso pubblico, nessun percorso alternativo, più snello e veloce, volto a valorizzare le professionalità acquisite dal personale interno, in grado di risolvere in tempi brevi il problema della mancanza di DSGA titolari.

In particolare, riteniamo che non siano stati presi in considerazione i seguenti aspetti:
– il personale Assistente Amministrativo facente funzione ha già maturato esperienza e professionalità partecipando, tra l’altro, a numerosi percorsi di formazione realizzati e finanziati dal MIUR con ingenti investimenti .

Chiediamo giustizia in primis e un atto risolutivo da parte della politica che tuteli la nostra posizione. Personalmente Mi appello al Presidente del Consiglio, uomo di grande spessore politico, l’unico che finalmente è intervenuto e si è dimostrato attento al nostro problema. Mi appello inoltre ai sindacati che ben conoscono la nostra situazione che ora più che mai , con la richiesta di unione fra loro potrebbero riacquistare quella fiducia ormai persa e i relativi consensi.

Vogliamo che l’opinione pubblica sia al corrente di queste situazioni.

Le promesse fatte in campagna elettorale non sono state mantenute. Abbiamo creduto ed espresso il nostro voto sperando in ciò che ci era stato promesso. Noi vogliamo solo una cosa: giustizia.

Ora stanno rinviando, perdono tempo in attesa delle elezioni, continuano a giocare con le nostre vite. Basta basta basta

Noi siamo cresciuti. non ci faremo prendere più in giro.

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Mentana: no sospensione prof, ma la ricerca è falsificazione storica

Orizzonte Scuola - Sab, 18/05/2019 - 18:16

Sono per la riabilitazione totale della professoressa di Palermo, senza discussione. Il provvedimento nei suoi confronti è immotivato e da revocare da subito.
Però va detta anche un’altra cosa, altrettanto chiaramente: non si può guardare con indulgenza a quella ricerca scolastica che ha paragonato le leggi razziali del 1938, il punto più basso e abominevole della legislazione dello stato unitario, a un provvedimento – criticabile quanto si vuole – varato da un governo dell’Italia democratica, e controfirmato da quel galantuomo palermitano che è a capo della nostra repubblica.

Che quel lavoro scolastico sia stato realizzato nel giorno della memoria non fa che peggiorarne la controfattualità. Paragonare quella indelebile vergogna a una legge che non piace porta a una doppia grave distorsione: relativizzare l’infame legislazione razzista e criminalizzare un provvedimento che è stato votato dal parlamento e dovrà passare il vaglio della corte costituzionale.

La libera e legittima opposizione al governo (ciò che distingue una democrazia da una dittatura) non si può ridurre a falsificazione storica: che oltretutto finisce sempre per essere controproducente, come è ben noto.

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Prof sospesa, AND: intervengano le Autorità di garanzia

Orizzonte Scuola - Sab, 18/05/2019 - 18:01

Come cittadini di questo Paese siamo attoniti che una vicenda del genere possa essere avvenuta in un Paese democratico come (vuole essere) il nostro. Qui non è in discussione solo un mero atto amministrativo, come è in concreto la sanzione impartita alla docente, ma gli effetti (espliciti ed impliciti) che tale atto ha sulle libertà fondamentali costituzionalmente tutelate della docente, quali la libertà di ricerca e di insegnamento nonché la libera manifestazione del pensiero. Nella scuola “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”, come recita testualmente l’art. 33. I co., della Costituzione. L’esercizio di queste libertà è volto, in modo esplicito, a promuovere la formazione della personalità degli alunni, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali. Ciò è possibile solo se è garantita ai docenti l’autonomia professionale nello svolgimento dell’attività didattica, scientifica e di ricerca.

La cultura democratica non consente di tollerare il benché minimo tentativo di introdurre una “pedagogia di Stato” o pericolosi scivolamenti della formazione dei nostri studenti verso forme imposte di “pensiero unico” che segnerebbero in modo irreversibile la fine di una convivenza civile basata sul rispetto del pensiero libero, quale libertà incomprimibile del patrimonio culturale e spirituale delle nazioni democratiche.

Gli effetti impliciti di tale vicenda sono non meno deleteri. Si pensi a quanto potenzialmente pernicioso sia un simile episodio per il sereno svolgimento del lavoro di ogni docente e quanto influisca sulla loro percezione della libertà nell’esplicazione dei loro fondamentali compiti educativi. Ogni qual volta si troveranno ad affrontare in classe una tematica storica o di attualità sarà sempre presente il condizionamento psicologico derivante dall’episodio in questione. La libertà di espressione dei docenti, che rappresenta la parte più nobile dell’insegnamento, ne risulterà compressa, sovrastata dalla costante minaccia di sanzioni.

Stigmatizziamo, pertanto, con forza l’episodio in questione. La scuola è la culla della democrazia e tale deve rimanere. Non ci faremo intimidire, anzi da oggi, ancor con più determinazione, continueremo ad insegnare agli studenti il libero pensiero, il diritto di non essere d’accordo, l’esercizio della critica, la coltivazione del dubbio, il superamento dei pregiudizi, la cittadinanza attiva. Metodi – questi – necessari in una pedagogia che si voglia credibile e scientificamente all’altezza della sfida formativa cui l’istruzione pubblica è chiamata.

Auspichiamo e sollecitiamo l’immediato ritiro dell’illiberale provvedimento di sospensione, che rappresenta un grave ed inaccettabile attacco alle libertà fondamentali, oltreché alla dignità culturale e professionale dei docenti, e rivolgiamo appello ai massimi garanti del nostro ordinamento democratico affinché procedano ad una rapida e trasparente valutazione della condotta degli autori del provvedimento, disponendo l’adozione dei necessari atti conseguenti.

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Prof sospesa e studenti invitati al Senato: lavoro meritevole

Orizzonte Scuola - Sab, 18/05/2019 - 17:49

Lo hanno annunciato in una dichiarazione congiunta le senatrici a vita Liliana Segre e Elena Cattaneo, in segno di solidarietà con la prof siciliana sospesa dal provvditorato per il dibattito su fascismo neo fascismo e post fascismo consentito a scuola fra i suoi studenti su loro iniziativa.

“Siamo preoccupate – hanno denunciato congiuntamente le due senatrici a vita- per la vicenda della sospensione di 15 giorni della insegnante di Palermo per “omessa vigilanza” sul lavoro dei suoi giovani alunni che per la giornata della memoria, hanno fatto un raffronto tra le leggi razziali e la nuova disciplina in tema di diritto d’asilo introdotto dal cd. decreto sicurezza.

Sono, inoltre, del tutto incomprensibili le ragioni che, stando alle notizie di oggi, vedono gli organi di polizia entrare nella scuola per “ricostruire l’accaduto.Alla ferita democratica inferta da una articolazione dello stato deputata all’ordine pubblico che entra in una scuola per interessarsi di un lavoro didattico frutto della libera elaborazione di alcuni studenti nell’ambito delle attività per il Giorno della Memoria vorremmo rispondere con l’invito che rivolgiamo alla Prof.ssa e ai suoi alunni presso il Senato per accoglierli nel cuore dell’istituzione repubblicana che sulla costituzione e i suoi valori trova il suo fondamento.”

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PETIZIONE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Educazione&Scuola - Sab, 18/05/2019 - 11:35
USB PI Scuola
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La punizione della professoressa palermitana

Educazione&Scuola - Sab, 18/05/2019 - 10:42
di Enrico Maranzana
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In Italia tutti scrivono, ma nessuno legge

Orizzonte Scuola - Sab, 18/05/2019 - 09:43

La mancanza di politiche scolastiche di educazione alla lettura costituiscono, secondo l’opinione degli editori, il principale
problema di crescita culturale del nostro Paese. Mentre, la modesta propensione alla lettura sta provocando non pochi scompensi in molti
settori della vita sociale che si possono configurare come assenza di dialogo e di senso critico, difficoltà ad acquisire e decodificare
messaggi per comunicare, progressiva riduzione del sapere concreto.

Si può dire, che la nostra società così avara, così varia e così complessa, non offre modelli comunicativi, percorsi di studio, stili
di vita e, soprattutto, significative occasioni di tempo libero che diano spazio alla lettura meditata e sistematica, allo svolgimento
di attività cognitive e di arricchimento culturale della persona per partecipare attivamente e responsabilmente ai valori della cultura:
manca quella motivazione a leggere nel senso tradizionale del termine.

L’invadenza pervasiva della tecnologia, l’assillo di milioni di immagini e informazioni sempre nuove che orientano e dirigono le
nostre scelte verso “la cultura del punto di vista”, stanno togliendo spazio alla lettura, alla riflessione, al raccoglimento,
all’introspezione, alla meditazione, ad un’attività magica che, attraverso il profumo dell’inchiostro, assorbiva e riempiva la vita.

Quante immagini estranee ai valori che contano, quanti sentimenti falsi, quanti modelli vuoti si annidano nel social. Sembrano innocui
e, invece, finiscono per creare un costume, abitudini, modi di pensare completamente sganciati dalla realtà quotidiana.

Pur senza contrapporre la cultura del libro che sarebbe buona ed educativa, alla cultura digitale dell’immagine che sarebbe cattiva e
diseducativa, i dati sconcertanti sulla lettura sono sotto gli occhi di tutti e invitano a prendere atto della necessità dell’ampliamento
delle capacità di approccio alla conoscenza, al sapere e al linguaggio attraverso la lettura.

Per avere una guida sicura quando si attraversano territori molto impervi, occorre battere la lunga strada della formazione, la via
dell’impegno educativo, intraprendere la ricerca di occasioni di vera informazione e di dialogo con fonti certe, non subdole o
ingannevoli, che possano offrire ampi spazi di libertà e creatività.

Purtroppo, l’ immediatezza delle immagini assume, oggi, forza di verità, la vedo, quindi, è vera, e sta indebolendo la forza della
parola che, attraverso il libro, fa leva sulle energie interiori e abitua a mettere in relazione l’esperienza con il contenuto dei libri
che si leggono.

Ora, una sfida ci interpella, un passo decisivo e coraggioso ci attende: distogliere lo sguardo dalle tante immagini in continua e
ansiosa attesa di ricevere licke o di essere condivise e prendere in mano i libri che, anche se sommersi da un momento di grande
difficoltà, rappresentano tuttora dei capisaldi e costituiscono un simbolo importante della nostra vita che ci consente di andare oltre
il chiuso del nostro io, di osservare, di contemplare, di capire, di leggere.

Imparare ad aprire nuove finestre perché entri aria nuova, sentire l’odore di quell’ aria, di quel profumo che genera una circolarità di
informazioni, di emozioni che consentono a noi tutti di sentirci parte significativa non di una generica collettività super tecnologica
che livella e rende indifferenti ai valori, ma segno di una tradizione, di una operosità, di una cultura, quella del libro, che
dobbiamo necessariamente recuperare e rilanciare.

Disconnettersi, spegnere telefoni e computer nel tempo libero per leggere un libro o raccontarsi una storia è un gesto non di condanna
della tecnologia, ma di gioia perché ispirato ad una misura di salvaguardia di uno spazio vitale che permette di recuperare il
contatto personale con gli altri e con la realtà.

Tuttavia, nell’attenzione educativa alla lettura rientra anche l’attivazione di una responsabilità politica che non deve lasciarsi
imprigionare dalle mode, ma deve avere un atteggiamento costruttivo e promuovere l’attività di centri culturali che diano ancora più spazio
alla lettura di libri per elevare e sostenere la cultura che non può essere abbandonata alle pure leggi del mercato o essere condizionata
dai metodi di una comunicazione drogata.

Quanti cammini vengono inariditi per mancanza di politiche scolastiche e culturali adeguate, di momenti educativi incapaci di spingere un
giovane a lasciarsi catturare dal potenziale potere attrattivo della lettura.

I mezzi espressivi fondamentali sono la parola e il segno grafico che, per suscitare interesse ed avere un ampio valore formativo,
devono diventare strumenti di idee, di partecipazione, di vera promozione, capaci di far crescere un modo di pensare più aperto. La
loro forza persuasiva può essere molto grande soltanto se riusciamo a creare canali di comunicazione dove il ruolo di ciascuno strumento, la
parola e il digitale, viene riconosciuto e adeguatamente valorizzato.

Pertanto, a livello educativo, il dominio incontrastato della tecnologia deve essere un po’ ridimensionato per lasciare spazio al
valore intrinseco della parola che è fondamentalmente relazione, coinvolgimento critico, etico ed emotivo che raggiunge in modo del
tutto naturale il cuore dell’uomo.

La lettura, dunque, non solo fa prendere coscienza delle proprie capacità, ma risponde pienamente ai tre più importanti bisogni
dell’uomo: quello affettivo, sociale e culturale.

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Docente sospesa, Salvini: spero possa tornare presto a scuola

Orizzonte Scuola - Sab, 18/05/2019 - 09:16

Sono sicuro, e ne sarei felice, che ci sarà anche modo di incontrare la professoressa Rosa Maria Dell’Aria, che mi auguro possa tornare quanto prima al suo lavoro a scuola, e gli studenti di quella scuola per spiegare cosa sto facendo per la sicurezza del mio Paese e la distanza abissale tra le mie idee e progetti e le leggi razziali del periodo fascista”.

E’ il commento del Ministro Salvini sulla vicenda della sospensione alla docente di Palermo.

Prof. sospesa a Palermo, ecco il video realizzato dagli studenti

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Pensioni quota 100, posti disponibili per mobilità. Indicazioni alle scuole

Orizzonte Scuola - Sab, 18/05/2019 - 07:49

Questo il messaggio del 16 maggio al SIDI

“Si comunica che nell’area SIDI – Gestione Cessazioni sarà possibile acquisire le cessazioni anche per il personale della scuola che ha presentato domanda Polis nel periodo 07/02/2019-28/02/2019, relative al D.L. 4/2019, e per le quali INPS ha restituito il diritto a pensione.

A tal fine sono disponibili per gli Uffici Scolastici Territoriali anche le funzioni per l’inserimento massivo delle cessazioni.

Il ritorno della certificazione del diritto a pensione da parte di INPS sarà consultabile nell’ambito del Fascicolo Personale Scuola tramite la funzione Comunicazione servizi INPS -> Interrogazioni Diritto a pensione.

Per maggiori dettagli si rimanda al manuale ‘Gestione Cessazioni’ disponibile nell’area SIDI: Documenti e manuali – > Personale Scuola -> Guide operative -> Cessazioni e Quiescenza.””

Impossibile dire, ad oggi, quanto siano consistenti questi numeri.

Sicuramente ci saranno delle differenze a livello provinciale, molto dipenderà dai numeri dei pensionamenti quota 100 e dall’organizzazione del lavoro.

Le indicazioni del Miur

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ANDIS: solidarietà agli studenti e alla Prof.ssa Dell’Aria dell’Istituto Vittorio Emanuele III di Palermo

Orizzonte Scuola - Sab, 18/05/2019 - 07:41

La prof.ssa Rosa Maria Dell’Aria è stata ritenuta manchevole ai suoi doveri d’ufficio per non essere intervenuta a modificare la ricerca storica prodotta dai suoi studenti.

Se nel lavoro di una classe ci sono errori di contenuto storico è compito del docente valutare con un voto ed eventualmente correggere. Il tutto comunque all’interno del lavoro didattico.

Altra cosa è sanzionare il docente per non aver censurato sul piano politico le idee dei suoi studenti.

E’ tempo di restituire rispetto, dignità e riconoscimento sociale alla scuola per il lavoro appassionato e oneroso che svolgono quotidianamente docenti, dirigenti scolastici e personale ATA, spesso come unico avamposto istituzionale e di legalità anche nei territori abbandonati dallo Stato.

Nell’esprimere la più assoluta solidarietà alla professoressa Rosa Maria Dell’Aria, l’ANDIS chiede con forza la revoca di un così incomprensibile e inaccettabile provvedimento.

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Insegnante sospesa, Provveditore: la mia coscienza è a posto

Orizzonte Scuola - Sab, 18/05/2019 - 07:39

Così ha riporta ieri LaSicilia:  “In una nota ministeriale si dice che non dovrei rilasciare dichiarazioni. Altrimenti rischio un procedimento disciplinare. Se mi sono pentito di aver sospeso la professoressa? Ho agito secondo coscienza, sono convinto di aver agito secondo giustizia. Non ho altro da aggiungere“.  parole rilasciate alla Zanzara su Radio 24.

Ricordiamo che ieri è intervenuto il Sottosegretario Giuliano

Come Miur, abbiamo chiesto chiarimenti all’ufficio territoriale che ha predisposto la sanzione nei confronti della professoressa di Palermo, Rosa Maria Dell’Aria. A tal proposito si è provveduto ad incaricare gli uffici centrali del Miur per approfondire l’intera vicenda.”

Una vicenda che ha destato un notevole interesse mediatico e nella quale sono già intervenuti politici, sindacalisti, docenti, e uomini di cultura.

Al momento il Ministro non ha commentato.

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DSA: test obbligatorio ultimo anno infanzia, sanzioni docenti e Dirigenti, sgravi fiscali famiglie. Disegno Legge Drago (M5S)

Orizzonte Scuola - Sab, 18/05/2019 - 07:22

La senatrice del Movimento Cinque Stelle Tiziana Drago ha depositato un disegno di legge a tutela e sostegno degli alunni con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento).

Nello specifico la senatrice, al termine di un ciclo di incontri con famiglie, esperti del settore, pedagogisti, dirigenti scolastici, ha elaborato delle modifiche migliorative partendo dalla legge n.170 dell’8 ottobre 2010, “Nuove norme in materia di disturbi specifici dell’apprendimento in ambito scolastico”.

In particolare, la parlamentare del M5S ha previsto

  • una diagnosi precoce dei disturbi dell’apprendimento tramite uno screening obbligatorio
  • misure di supporto come una didattica individualizzata
  • l’introduzione di sgravi fiscali per le famiglie
  • sanzioni per i dirigenti scolastici, per i docenti delle scuole dell’obbligo ed universitari che non rispettino i tempi di presentazione del Piano didattico personalizzato (PDP) per i ragazzi con Dsa ed altro ancora.

Il disegno di legge vede come prima firmataria Tiziana Drago con i colleghi Bianca Laura Granato, Luisa Angrisani, Fabrizio Ortis, Felicia Gaudiano e Cinzia Leone e molti altri

È emersa la necessità di aggiornare la legge del 2010 in alcuni punti nodali. Prima di tutto è necessario abbassare l’età della certificazione che oggi viene rilasciata solo tra la seconda e la terza classe primaria. Infatti, una diagnosi formulata precocemente consentirebbe il recupero di certe abilità”, afferma la Drago.

Il nostro disegno di legge vuole inserire uno screening (o test) obbligatorio nelle scuole (partendo dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia, con consenso informato dei genitori, passando al primo anno di primaria per confermare al terzo anno della scuola primaria). In secondo luogo, è necessario rimarcare come il mancato rispetto, da parte dei docenti, anche universitari, e dei dirigenti scolastici, delle linee guida della legge 170/2010, ed in particolare del termine di deposito dei Piani di Studio Personalizzati per gli studenti con disturbi dell’apprendimento, costituisca un illecito disciplinare”.

Inoltre, dobbiamo permettere ai bambini di accedere a laboratori formativi con personale specializzato, da attivare all’interno della scuola e sostenere le famiglie. Con la nostra proposta di legge viene introdotta una significativa semplificazione delle procedure di accesso all’indennità di frequenza, attraverso una norma che stabilisce come la sola diagnosi di DSA rappresenti titolo sufficiente per l’accesso al beneficio. A questo si aggiunge il riconoscimento di un credito di imposta che le famiglie potranno fruire per il percorso didattico dei figli”.

Nel novero dei DSA rientrano disturbi che, se non diagnosticati e seguiti adeguatamente, possono condizionare il percorso scolastico dei ragazzi. Disturbi quali la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia possono sussistere separatamente o insieme. Ad essi si aggiungono disturbi del linguaggio e la disprassia. I numeri degli alunni con DSA sono alti e colpiscono dal 3 al 5% della popolazione studentesca”, spiega la senatrice.

Per questa ragione lo Stato – prosegue Drago – deve adeguarsi e fornire risposte concrete per garantire il diritto allo studio e sostegno alle famiglie. Il rischio è quello che a causa di questi disturbi non adeguatamente intercettati e seguiti I ragazzi si demotivino e abbandonino il percorso scolastico, aumentando l’evasione scolastica che specie in città del sud come Catania è elevata

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