PONFormazione ADTI

Scuola

La politica della bocciatura accoglie consensi, ma accresce il doloroso problema degli scarti. Lettera

Orizzonte Scuola - 9 ore 25 min fa

La bocciatura, infatti, è una opzione che solo in casi eccezionali potrebbe far registrare dei cambiamenti significativi. Un’educazione al servizio dell’uomo dovrebbe, in primo luogo, concentrare i suoi sforzi per la realizzazione di una scuola asservita non a logiche burocratiche e di conservazione tese ad annientare uguaglianza, giustizia, partecipazione, ma a scelte che possano aprire le porte verso un nuovo futuro, verso un nuovo progresso sociale. Si tratta di promuovere lo sviluppo e il progresso di riforme in grado di offrire agli studenti una risposta alle loro attese e dare al sistema formativo scolastico, la capacità di rispondere ai problemi di una scuola di tutti e per tutti.
“L’uomo è una cosa sacra a cui a nessuno è permesso di recar danno”. Queste parole pronunciate da un grande pensatore polacco dovrebbero farci comprendere che non possiamo dimenticare che la frequenza della scuola è la condizione essenziale per preparare tutti ad affrontare e risolvere ragionevolmente i problemi.
Un compito enorme sta di fronte agli educatori che sono chiamati ad assumersi verso le nuove generazioni nuovi compiti che obbligano ad una guida globale dei giovani. Gli educatori non possono dubitare un solo attimo del fatto che la personalità non è mai qualcosa di definitivo e immutabile. Perciò, se vogliamo comprendere appieno il senso e il valore dell’educazione, dobbiamo considerare un’unica possibilità: quella che ci conduce nel profondo delle forze che contribuiscono alla costruzione di un futuro diverso dal presente.
Modelli educativi e di vita che esortano e costringono ad una incessante corsa verso l’alto e alla rivalità di tutti contro tutti, fa sì che la distanza tra aspirazioni e successi ottenuti aumenti continuamente, e la vita dell’uomo sia sempre più soggetta a frustrazioni che sollecitano alla fuga e all’insuccesso e spingono a scorgere in ognuno il nemico.
Perché l’educazione e gli educatori si ostinano a ignorare questa problematica? Perché valutano l’esperienza scolastica unicamente sotto l’aspetto dell’ accrescimento e della forza che in futuro possa assicurare il successo? Ogni atto è importante per potersi arrampicare più su.
La vita dell’uomo non è rinchiusa solo nelle categorie del successo.
Esiste anche la categoria dell’attività. Un’attività che si dispiega su un orizzonte molto più ampio dei compiti che siamo soliti definire con le parole “impegno” e “partecipazione”. Quelli che la scuola considera e tratta da svogliati e sfaticati, sono in realtà ragazzi privi di un posto in una scuola che ha difficoltà ad essere concreta e reale.
Un orientamento e un percorso scolastico ben strutturato, deve raggiungere, con umile comprensione, tutti, deve accompagnarli perché scoprano la via migliore per superare le difficoltà, deve guardare ciascuno non dall’alto, ma “da accanto”, per restituire dignità e valore alla persona attraverso l’ educazione alla differenza.

A questo punto l’ impegno e la volontà a chinarsi su tutte le differenze per costruire rapporti faticosi, ma aperti alle sfide e animati dal coraggio di voler affrontare il doloroso problema dei rifiuti e degli scarti in una società e in una scuola dove, purtroppo, le differenze producono ancora disuguaglianza e dominio, deve afferrarci e portarci oltre i nostri limiti.

Per porre fine alla catastrofe dell’ignoranza, la politica della bocciatura, anche se può accogliere ampi consensi, serve a poco. È indispensabile, invece, un orientamento educativo che possa porsi al servizio di quelle forze, di quelle realtà ancora troppo deboli e imperfette, che hanno bisogno non di essere annullate o disperse, ma guarite, ripensate, rinnovate e valorizzate attraverso il dinamismo della vita.

E, oggi, sono veramente questi i problemi dell’educazione: recupero o abbandono, morte o vita.
Può un educatore dubitare per un solo attimo della scelta da compiere?

L'articolo La politica della bocciatura accoglie consensi, ma accresce il doloroso problema degli scarti. Lettera sembra essere il primo su Orizzonte Scuola.

Categorie: Scuola

Nasce progetto per la scuola targato Feltrinelli

Orizzonte Scuola - 9 ore 44 min fa

Feltrinelli per la scuola prende avvio dalle esperienze realizzate da Giangiacomo Feltrinelli Editore, Librerie Feltrinelli e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli per interpretare in modo innovativo la sfida della diffusione della lettura nel nostro presente. È un progetto unico, integrato, che unisce la ricchezza, le competenze e i valori delle diverse anime del Gruppo per un’offerta di attività, servizi e contenuti dedicati al mondo della scuola per interpretare in modo innovativo la sfida della diffusione della lettura nel nostro presente.
Una programmazione che parla a docenti e studenti di ogni livello e grado di scuola. Un palinsesto di attività che coinvolgono i singoli e le classi volte a promuovere la lettura stimolando la creatività e l’uso intelligente delle nuove tecnologie. Incontri per bambini e ragazzi, concorsi e sfide, approfondimenti per insegnanti e educatori, laboratori di avvicinamento all’Opera Classica, servizi, spunti, novità e aggiornamenti sul mondo del libro e dell’editoria per ragazzi.
Prima Effe è una via di accesso ai mondi “Feltrinelli per la scuola”: gli autori di Giangiacomo Feltrinelli Editore, le attività nelle Librerie Feltrinelli, i progetti educativi realizzati da Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e dall’associazione Il Razzismo è una brutta storia.
Per contatti, informazioni, regolamenti e prenotazioni: www.primaeffe.it – info@primaeffe.it

L'articolo Nasce progetto per la scuola targato Feltrinelli sembra essere il primo su Orizzonte Scuola.

Categorie: Scuola

Assunti 547 nuovi insegnanti ed educatori a Roma entro il 2019

Orizzonte Scuola - 11 ore 1 min fa

Le immissioni proposte si aggiungono a quelle già effettuate, precisamente 1.212, in modo da esaurire le graduatorie dei vincitori di concorso e degli idonei.

Nel 2017 verranno assunti 175 insegnanti di scuola di infanzia e 104 educatori di asilo nido. nel 2018 saranno in totale 134 e nel 2019 34. Entro due anni saranno stabilizzati inoltre 100 operatori precari: 50 nel 2018 e 50 nel 2019.

L'articolo Assunti 547 nuovi insegnanti ed educatori a Roma entro il 2019 sembra essere il primo su Orizzonte Scuola.

Categorie: Scuola

Smartphone in classe sì o no? Ecco il gruppo di studio che deciderà

Orizzonte Scuola - 11 ore 15 min fa

Il gruppo di studio è già stato formato e entro gennaio consegnerà le proposte.

Le domande a cui dovranno rispondere gli esperti sono essenzialmente tre:

In che modo gli strumenti digitali influiscono sui processi di apprendimento?
Come le nuove tecnologie possono essere impiegate per innovare le metodologie didattiche?
Qual è lo stato dell’arte ad oggi, a due anni dall’introduzione del Piano Nazionale Scuola Digitale?

Il primo gruppo di lavoro si occuperà della valutazione dell’uso degli strumenti digitali personali (smartphone, tablet) in classe; il secondo della mappatura delle metodologie didattiche innovative.

I gruppi di lavoro sono composti da esperti di pedagogia digitale, esponenti del mondo accademico, docenti che si occupano di digitale rivestendo anche il ruolo di animatori digitali nelle loro scuole, studiosi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), filosofi, rappresentanti del mondo dell’istruzione, animatori digitali e tecnici del MIUR.

Tra gli obiettivi degli esperti, suddivisi in due gruppi,ci sono: promuovere azioni di ascolto di esperti che, a vario titolo, operano nel settore e favorire momenti di confronto e dialogo per definire una posizione efficace sulla tematiche di approfondimento; valutare tutte le possibili implicazioni legate all’uso degli strumenti digitali personali in classe per finalità didattiche; mappare tutte le metodologie didattiche, provvedendo alla loro valutazione rispetto all’incidenza sulla qualità dell’apprendimento; formulare proposte; elaborare linee guida di carattere culturale e pedagogico per aiutare a comprendere le potenzialità delle nuove tecnologie nel determinare stili di apprendimento innovativi nelle studentesse e negli studenti e il modo in cui queste possono influenzare il linguaggio, la scrittura, il pensiero logico-matematico, la memoria e il suo esercizio-

A gennaio gli esperti presenteranno e proporranno alla Ministra Fedeli le linee guida e i documenti prodotti. Il gruppo di lavoro sull’uso dei device personali in classe, in particolare, dovrà produrre un documento di carattere culturale e pedagogico che possa aiutare a valutare come le tecnologie e i dispositivi digitali personali possano interagire e determinare stili di apprendimento innovativi, influenzare il linguaggio, la scrittura, il pensiero logico-matematico, la memoria e il suo esercizio.

Il primo gruppo si riunisce il 27 novembre, quello sulla mappatura delle metodologie didattiche innovative il 23.

Primo gruppo: Mappatura delle metodologie didattiche innovative

Prof Domenico Aprile, docente di informatica
Dott.ssa Rosa Bottino, ricercatrice e direttore dell’Istituto Tecnologie didattiche
Dott.ssa Daniela Barca: Dirigente scolastico presso l’istituto comprensivo 3 di Modena
Prof.ssa Stefania Bassi, docente di scuola primaria
Prof. Giovanni Biondi, Presidente Indire
Prof. Battista Quinto Borghi, professore Facoltà di scienze della formazione, Università Bolzano
Prof.ssa Manuela Cantoia, professore psicologia applicata della comunicazione e dei gruppi virtuali
Dott. Damien Lanfrey, segreteria tecnica del ministero dell’Istruzione dell’università e della ricerca
Dott. Salvatore Giuliano, dirigente scolastico dell’Itis Majorana di Brindisi
Dott.ssa Simona Montesarchio, direttore Direzione generale per interventi in materia di edilizia scolastica e l’innovazione digitale del Miur
Dott. Marco Orsi Dirigente scolastico e fondatore di Scuola senza zaino
Prof.ssa Emanuela Pulvirenti, docente di disegno e storia dell’arte
Prof. Benedetto Scoppola, professore di Fisica matematica presso l’Università Tor Vergata di Roma
Dott.ssa Donatella Solda, dirigente presso l’ufficio di Gabinetto dell’on.le ministro dell’Istruzione
Prof. Pier Cesare Rivoltella, professore di tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento presso l’università Cattolica di Milano
Prof.ssa Tyllia Urschitz, docente presso l’istituto comprensivo “Lorenzi” di Fumane (Vr)

Secondo gruppo, valutazione dell’uso dei device personali in classe:

Prof. Giovanni Boccia Artieri, professore di sociologia dei new media, Università degli studi di Urbino
Prof. Giovanni Baniolo, professore di filosofia della scienza, Università di Ferrara
Dott. Luca De Biase, direttore di Nova e esperto di digitale
Prof. Giovanni Caprioli, docente in comando presso la Direzione generale per interventi in materia di edilizia scolastica e l’innovazione digitale
Prof.ssa Daniela Di Donato, dovente di lettere in una scuola secondaria di primo grado
Prof. Adriano Fabris, professore di filosofia morale presso l’Università degli studi di Pisa
Dott. Antonio Fini, dirigente scolastico in distacco Università di Firenze
Dott. Damien Lanfrey, segreteria tecnica del ministero dell’Istruzione dell’università e della ricerca
Ing. Vittorio Midoro, ricercatore presso l’istituto per le tecnologie didattiche del Cnr
Prof.Elisabetta Nanni, docente e formatrice sulle tematiche del Pnsd
Dott.ssa Donatella Persico, ricercatrice Cnr
Dott. Giuseppe Pierro, dirigente Direzione generale per lo studente
Prof.ssa Maria Ranieri, Professoressa associata di didattica e pedagogia Università di Firenze
Dott.ssa Concetta Senese, dirigente scolastico liceo scientifico Ceccano
Dott.ssa Donatella Solda, dirigente presso l’ufficio di Gabinetto dell’on.le ministro dell’Istruzione
Prof. Giuseppe Veltri, professore associato presso l’università degli studi di Trento

L'articolo Smartphone in classe sì o no? Ecco il gruppo di studio che deciderà sembra essere il primo su Orizzonte Scuola.

Categorie: Scuola

Depennati da graduatorie docenti con titoli falsi. Partono controlli in tutta Italia

Orizzonte Scuola - 11 ore 36 min fa

Si tratta di 33 persone che sono state depennate perché “soggetti non in possesso di valido titolo di studio per l’accesso alle graduatorie relative al personale docente di scuola primaria o dell’infanzia”.

L’indagine è partita da una denuncia del provveditorato che ha notato anomalie nei diplomi di abilitazione rilasciati da una struttura paritaria e da istituti magistrali statali.

Grazie ai diplomi i docenti si sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento e di istituto, lavorando nelle scuole.

Le indagini hanno portato ad individuare un sistema diffuso su tutto il territorio nazionale, che ha consentito la falsificazione e l’utilizzo di diplomi rilasciati da istituti magistrali e paritari.

Ed è per tale motivo che partiranno dei controlli a campione su tutto il territorio nazionale. Il sospetto è che ci sia una vera e propria “fabbrica” di titoli falsi, con un preziario per tipologia di titolo.

L'articolo Depennati da graduatorie docenti con titoli falsi. Partono controlli in tutta Italia sembra essere il primo su Orizzonte Scuola.

Categorie: Scuola

ATA III fascia, sindacati al Miur il 22 novembre. Supplenze per il personale di ruolo, scelta sedi, data contratti fino all’avente titolo

Orizzonte Scuola - 12 ore 23 min fa

La motivazione è legta al parere della Ragioneria dello Stato che, contraddicendo quanto diramato dal Ministero, ha detto no alle supplenze ex art. 59 per il personale di ruolo dalle graduatorie di istituto del triennio 2014/17 e dunque con contratti fino all’avente titolo.

Supplenze ATA art. 59 fino all’avente titolo da graduatorie di istituto: no del MEF

Il monitoraggio delle domande presentate e caricate a sistema

In quella data il Ministero dovrebbe chiarire gli esiti del monitoraggio delle domande di III fascia triennio 2017/20, già caricate a sistema, e una stima dei tempi ancora occorrenti per completare il lavoro e dare il via alla scelta delle sedi tramite Istanze on line.

Certamente, tra scelta delle sedi, pubblicazione delle graduatorie provvisorie, reclami e graduatorie pronte per le supplenze, passerà ancora parecchio tempo.

Secondo la Ragioneria di Stato addirittura le nuove graduatorie non potranno essere utilizzate per il corrente anno scolastico, riducendo così a due gli anni di vigenza.

ATA nuove graduatorie III fascia: poche le speranze di poterle utilizzare per l’a.s. 2017/18, ma le soluzioni possono ancora esserci

In quella data dovrà dunque essere chiarito quale termine apporre ai contratti finora stipulati fino all’avente diritto, dal momento che tale tipologia di contratto è “anomala” e certo non può essere protratta nel tempo (addirittura per la Ragioneria di stato va assimilata ad una supplenza breve e non ad una annuale).

Il sindacato UIL ha già commentato la situazione ” Un tale presa di posizione della Ragioneria non appare giustificabile – fa osservare il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi –  se messa in relazione con l’altissimo numero delle di domande (oltre due milioni) presentate dal personale.  Per evaderle tutte ci vorranno diversi mesi, tempo durante il quale non può essere ammessa nessuna cancellazione dei diritti contrattuali.

La natura del posto è annuale cambia solo la graduatoria, che ora non c’è. E non ci sarà a breve e non potrà dare effetti per l’anno in corso.

Ora il Miur dovrà decidere se aderire o meno al parere della Ragioneria e mettere nel caos le scuole che dovranno licenziare ed assumere personale come se ciò non avesse dei costi.”

Graduatorie ATA, parere su art. 59 getta nel caos scuole. Turi (UIL): licenziare e assumere nuovo personale ha un costo

L'articolo ATA III fascia, sindacati al Miur il 22 novembre. Supplenze per il personale di ruolo, scelta sedi, data contratti fino all’avente titolo sembra essere il primo su Orizzonte Scuola.

Categorie: Scuola

Commissione esame secondaria I grado: dubbi su partecipazione del docente di religione cattolica

Orizzonte Scuola - 12 ore 39 min fa

Le disposizioni normative citate, però, non chiariscono un aspetto importante che risulta oggetto di interrogativi da parte dei docenti e che riguarda la partecipazione o meno del docente di IRC nella commissione come membro effettivo per l’esame conclusivo del primo ciclo.

La normativa risulta, infatti, decisamente poco chiara e conseguentemente alimenta i dubbi segnalati che necessiterebbero di un doveroso chiarimento

Analizziamo i diversi articoli che affrontano l’argomento “composizione commissione esame I grado”, con l’obiettivo di evidenziare le criticità e la poca chiarezza che emergono e che sarebbe utile eliminare.

Nel DM n.741/2017, art.4 comma 2, si stabilisce che “Presso ciascuna istituzione scolastica è costituita una commissione d’esame composta da tutti i docenti del Consiglio di classe in coerenza con quanto previsto dall’ articolo 2, commi 3 e 6, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62

Si parla, quindi di “tutti i docenti del Consiglio di classe” e questo dovrebbe autorizzarci a concludere che sono compresi anche gli insegnanti di Religione cattolica in quanto membri del Consiglio di classe. Questa conclusione troverebbe ulteriore conferma nel riferimento normativo citato che è l’art.2 comma 3 del Decreto Legislativo n.62/2017, che stabilisce quanto segue:

La valutazione e’ effettuata collegialmente dai docenti contitolari della classe ovvero dal consiglio di classe. I docenti che svolgono insegnamenti curricolari per gruppi di alunne e di alunni, i docenti incaricati dell’insegnamento della religione cattolica e di attività alternative all’insegnamento della religione cattolica partecipano alla valutazione delle alunne e degli alunni che si avvalgono dei suddetti insegnamenti. La valutazione e’ integrata dalla descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto. […..]”

Da tale indicazione normativa, quindi, si potrebbe evincere che tra la composizione del Consiglio di classe, chiamato alla valutazione finale in sede di scrutini per l’ammissione all’esame, e la composizione della commissione d’esame non ci sarebbero differenze. Se così fosse, rientrerebbe nella commissione d’esame anche l’insegnante di Religione cattolica.

Possiamo proseguire l’analisi della normativa citata considerando quanto stabilisce, in relazione alla composizione della commissione d’esame per la secondaria I grado, la nota n.1865/2017, dove viene ribadito quanto già indicato nel succitato DM n.741/2017, esplicitando quanto segue:

Presso ogni istituzione scolastica viene costituita una commissione d’esame, composta da tutti i docenti assegnati alle terze classi [….]”

Anche in questo caso sottolineiamo che si parla di “tutti” i docenti del Consiglio di classe senza indicare eventuali esclusioni per il docente di Religione cattolica.

La nota succitata prosegue precisando che “ [….] fanno parte della commissione d’esame tutti i docenti delle classi terze cui è affidato l’insegnamento delle discipline indicate nel DPR n. 89/2009, art. 5 (commi 5 e 8), compresi eventuali docenti di sostegno e di strumento musicale, mentre non ne fanno parte i docenti che svolgono attività nell’ambito del potenziamento e dell’arricchimento dell’offerta formativa [….]”

Il riferimento normativo è, in questo caso, l’art.5 del DPR n. 89/2009 e precisamente i commi 5 e 8 dove viene indicato il quadro orario settimanale e annuale delle discipline e le classi di concorso per gli insegnamenti della scuola secondaria di I grado, per il tempo normale (comma 5) e per il tempo prolungato (comma 8). Riteniamo importante sottolineare che nelle tabelle inserite, tra le discipline di insegnamento, compare, in ambedue, la Religione con 1 ora settimanale e 33 ore annuali.

La stessa nota ministeriale succitata chiarisce, inoltre, che la commissione d’esame si articola in tante sottocommissioni quante sono le classi terze, sottolineando che “Le sottocommissioni sono composte dai docenti dei singoli consigli di classe”

Anche in questa parte della normativa sembrerebbe che l’insegnante di Religione sia un membro effettivo della sottocommissione d’esame, essendo un docente componente a pieno titolo del consiglio di classe delle classi terze.

La stessa abrogazione dei commi 3 e 4 dell’art.185 del Testo Unico 297/1994, come stabilito nell’art.26 comma 3 lettera a) del Decreto Legislativo n.62/2017, non elimina i dubbi, in quanto con tali abrogazioni non si arriva ad un chiarimento conclusivo relativamente all’IRC nell’esame conclusivo nel primo ciclo di istruzione.

Riteniamo,infatti, che l’abrogazione dei commi 3 e 4 dell’art.185 del Testo Unico, non sia motivata dalla necessità di inserire nella commissione d’esame il docente di Religione, ma per le seguenti motivazioni:

comma 3: l’abrogazione potrebbe essere dovuta al fatto che si parla di presidente di commissione in questi termini:“il presidente della commissione é nominato dal provveditore agli studi, il quale lo sceglie dalle categorie di personale indicate dal regolamento”, ma, come abbiamo chiarito nel nostro articolo, non è più così

comma 4: l’abrogazione si è resa necessaria perché la valutazione dell’esame non prevede più l’attribuzione del giudizio ottimo, distinto, buono o sufficiente, ma si utilizza il voto numerico in decimi

Risulta, inoltre, abrogato, con l’art.17 del DPR 275/1999, anche il comma 1 del succitato art.185 del Testo unicio, dove venivano indicate le materie oggetto dell’esame (italiano; storia ed educazione civica; geografia; scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali; lingua straniera; educazione artistica; educazione tecnica; educazione musicale; educazione fisica) e tra queste non compariva Religione.

Se la volontà ministeriale fosse quella di inserire Religione come materia d’esame e includere nella commissione d’esame anche il docente di IRC, conclusione alla quale siamo arrivati analizzando la normativa precedentemente citata, il MIUR avrebbe dovuto esplicitare chiaramente questa disposizione in considerazione del fatto che si tratta di un’importante novità per l’esame di Stato nella secondaria I grado.

Sarebbe, quindi, auspicabile una disposizione normativa più chiara sull’argomento in considerazione del fatto che le scuole dovranno organizzarsi in merito e gli insegnanti coinvolti hanno il diritto di essere informati con assoluta certezza di questa loro nuova funzione. Si tratta, infatti, di una novità assoluta per questi docenti che fino allo scorso anno scolastico non hanno mai partecipato agli esami di Stato, non facendo parte della commissione d’esame.

Riteniamo doveroso sottolineare che la partecipazione dei docenti di Religione all’esame di Stato come membri effettivi della commissione d’esame, sarebbe sicuramente causa di un notevole rallentamento degli esami considerando che si tratta di docenti anche con 4 o più sedi e con numerose classe terze e ciascuna sottocommissione deve operare con la totalità dei suoi componenti.

Questa possibile conseguenza è stata valutata dal MIUR?

Questa deduzione, che deriva da una nostra interpretazione della normativa, essendo questa decisamente poco chiara, non risolve i dubbi esternati dai docenti e da noi condivisi ed evidenzia la necessità di chiarezza che risulta decisamente carente nella normativa citata alla quale le recenti disposizioni fanno riferimento.

Si tratta di dubbi legittimi e riteniamo doveroso un intervento chiarificatore da parte del MIUR

L'articolo Commissione esame secondaria I grado: dubbi su partecipazione del docente di religione cattolica sembra essere il primo su Orizzonte Scuola.

Categorie: Scuola

Pensioni: anticipata, opzione donna, calcolo misto

Orizzonte Scuola - 13 ore 4 min fa

Calcolo “misto” ovvero secondo il sistema retributivo fino al 31/12/2011 e contributivo dal 2012 in poi.

Irene – Insegnante in una Scuola Media Secondaria di 1° grado dal 1977, a tutt’oggi ho maturato 40 anni di contributi (con questo anno scolastico 2017/’18 diventeranno 41).  A gennaio 2018 compierò 64 anni. Domanda: quando potrò andare in pensione? Inoltre, dovrei ottenere una pensione mista in quanto, nel 1995, avevo18 anni di contributi (Sistema retributivo fino al 2012 e sistema contributivo dal 2012 in poi)? Grazie per le informazioni che mi darà e mi é gradito porgerLe Cordiali saluti.

Pensionamento anticipato (legato al requisito dell’anzianità contributiva) nel 2024, tenuto conto dei requisiti ordinari previsti dalla L. 214/2011.

Riccardo  – Docente di scuola secondaria superiore. Ti pongo la domanda che ormai ricorre spesso nel mondo della scuola e non solo. Il calcolo di quando potrò andare in pensione alla luce delle novità sull’adeguamento della speranza di  vita. Nato il 03 aprle del 1959, sono in possesso di un documento rilasciatomi dal Centro Servizi Amministrativi di Asti che recita quanto segue: Stato di Servizi Fuori Ruolo, servizi comunque utili ai fini quiecenza anni 8 mesi 3 giorni 20 (servizio militare+riconferma cattedra+riscatto laurea+preruolo) alla data del 01/09/1988. Segue ruolo I grado dal 01/09/1988 (decorrenza giuridica ed economica) e ruolo II grado dal 01/09/89. Dal 1989 ad oggi servizio mai interrotto. Secondo te quando maturerò i requisiti per la pensione anticipata? Cordialità

Requisiti previsionali per il biennio 2019/2020 per la pensione anticipata per le donne è di 42 anni e 2 mesi

Assistente amministrativo –  nata il 13/07/1954 ho 63 anni lavoro dal 1/12/1983 e il primo dicembre 2017 faccio 34 anni di servizio a scuola più 6 anni di lavoro prevsto ricongiunti desidererei sapere quando posso andare in pensione. Grazie

Requisiti (anagrafici e di servizio) al 31/12/2015, per accedere alla pensione cosiddetta “opzione donna”

Albertina –  sono docente di ruolo di matematica e scienze nella scuola media; sono nata l’11/07/1954 e alla fine del 2017 avro tra ruolo e preruolo una anzianita contributiva di: 38 anni 1 mese e 25 giorni;entro dicembre del 2015 avevo 35 anni di contributi, quindi ho i requisiti per richiedere l’opzione donna gia dallo scorso anno; secondo la legge fornero , secondo quanto mi hanno detto dovrei andare in pensione a settembre del 2021;io non ce la faccio veramente piu e vorrei sapere cortesemente da voi , visto che il lavoro delle maestre elementari e il nostro delle medie, chissa perche , non e stato considerato usurante, se si puo fare domanda per opzione donna , per andare in pensione a settembre del 2018, consapevole della decurtazione economica ( so che opzione donna e solo contributiva); non capisco come mai non si riconosca il doppio lavoro di noi donne… in attesa di una sua risposta le pongo cordiali saluti

Requisiti previsti per la pensione anticipata ovvero nel 2022

Antonietta – sono un’insegnante di scuola primaria e maturerò al 31/12/2017 37 anni 6 mesi e 26 giorni, sono nata il 24 gennaio 1957. Avevo calcolato che sarei potuta andare in pensione nel 2022. E’ cambiato qualcosa con la revisione di cui si parla in questi giorni? Resto in attesa di cortese riscontro e ringrazio anticipatamente.

Diritto al pensionamento anticipato nel 2020

Filippo  – Sono un docente di scuola secondaria di secondo grado, immesso in ruolo nel 1991.Con la ricostruzione della carriera (incluso il servizio militare e il riscatto della laurea) ho maturato 18 anni di servizio al 31/12/1995. Al 31 agosto 2018 dovrei avere complessivamente 41 anni di servizio. Potrei andare in pensione per età il primo settembre 2019? Grazie anticipate per la consulenza. Saluti

Pensionamento anticipato nel 2018: requisito legato all’anzianità contributiva

Teresa – Salve,  Sono una docente di scuola secondaria di primo grado, nata nel 1958. Ho riscattato il periodo degli studi a partire dal 1′ novembre 1976 e successivamente ho lavorato ininterrottamente. Ho i requisiti per il pensionamento anticipato con decorrenza 1′ settembre 2018? Ringrazio anticipatamente  Cordiali saluti

Requisiti previsti per la pensione anticipata ovvero nel 2023

 Elisabetta – Sono un’insegnante della scuola secondaria di primo grado. Volevo cortesemente ricevere informazioni sulla data del mio pensionamento.  Sono nata nel 1958 ed avendo riscattato 4 anni di laurea e 2 anni, 7 mesi e 10 giorni di servizio preruolo, alla data del 31 Dicembre 2017 avrò maturato un’anzianità di 36 anni, 11 mesi, 10 giorni. Alla luce dell’attuale normativa, quando potrò andare in pensione con la cosi detta Pensione Anticipata?  Ringrazio per l’attenzione Cordiali saluti

Diritto alla pensione di vecchiaia (legata all’età), secondo i requisiti ordinari previsti dalla L. 214/2011 – nel 2021

DSGA – sono un nato il 22/4/1954 e con un’anzianità al 31/12/2017 di anni 37 – mesi 10 – gg.20 Quando posso andare in pensione e se posso aderire all’ APE Volontaria? Si può sapere quali sono, eventualmente, i costi mensili da pagare per l’APE e quanto andrei a percepire di pensione ogni mese. Ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti

Diritto alla pensione anticipata nel 2028

Silvano – Buongiorno, mi chiamo Silvano Biolatti, insegno educazione musicale nella scuola secondaria di primo grado; volevo chiedere, in base all’attuale legge, quando sarà possibile per me andare in pensione considerando che: lavoro nella scuola dall’anno scolastico 1985/86 Ho un anno di pre-ruolo e dall’anno scolastico 1986/87 sono di ruolo Ho svolto il servizio militare Ringrazio anticipatamente per l’attenzione e porgo distinti saluti

Pensione anticipata (requisito legato all’anzianità di servizio), secondo i requisiti ordinari previsti dalla L. 214/2011 – nel 2020

Laila  – Salve, sono docente nella Primaria, ho 39 anni, 5 mesi e 17 giorni di servizio al 31/08/2017. Sono nata ad agosto del 1957. Potrò andare in pensione dal 1 settembre 2020? Poiché maturo 42 anni, 5 mesi e 17 giorni di contributi? GRAZIE

 

Chiedilo a Lalla

L'articolo Pensioni: anticipata, opzione donna, calcolo misto sembra essere il primo su Orizzonte Scuola.

Categorie: Scuola

Olimpiadi di Debate

Educazione&Scuola - 20 ore 20 min fa
Roma, 18 novembre 2017
Categorie: Scuola

Seminario Anief a Modena su legge 107 e decreti delegati. Richiedi il permesso

Orizzonte Scuola - Ven, 17/11/2017 - 20:46

Il seminario è rivolto a docenti, Ata, Rsu, Dirigenti scolastici.

Chiedi il permesso per partecipare al tuo Dirigente Scolastico almeno 5 giorni prima dell’evento, riconosciuto dal Miur.

 

 

 

L'articolo Seminario Anief a Modena su legge 107 e decreti delegati. Richiedi il permesso sembra essere il primo su Orizzonte Scuola.

Categorie: Scuola

Seminario Anief a Termoli su legge 107 e decreti delegati. Richiedi il permesso

Orizzonte Scuola - Ven, 17/11/2017 - 20:22

Il seminario è rivolto a docenti, Ata, Rsu, Dirigenti scolastici.

Chiedi il permesso per partecipare al tuo Dirigente Scolastico almeno 5 giorni prima dell’evento, riconosciuto dal Miur.

 

L'articolo Seminario Anief a Termoli su legge 107 e decreti delegati. Richiedi il permesso sembra essere il primo su Orizzonte Scuola.

Categorie: Scuola
Condividi contenuti