Scuola

Centemero (FI), Pd e M5S dimenticano studenti. Con piano assunzioni caos, ci vorranno anni per risolvere situazione

Orizzonte Scuola - 5 ore 41 min fa

“Il Piano Straordinario di assunzioni della legge 107 – prosegue – ha creato nuovo precariato e segmentato quello già esistente, dando vita a nuovi contenziosi. Il risultato è una situazione di caos che impiegherà anni per essere risolta. Noi intendiamo valorizzare i docenti, i dirigenti scolastici, il personale amministrativo e i dsga nella consapevolezza che sono figure fondamentali per far sì che la scuola evolva e sappia formare le professionalità del futuro, innanzitutto attraverso il potenziamento delle Stem. I nostri giovani hanno bisogno di una formazione di avanguardia per rendere competitivo il Paese e su questo è giusto confrontarsi”, conclude.

La polemica PD – M5S sulle assunzioni della Buona Scuola

Buona Scuola. Renzi: 132mila docenti con M5S tornebbero precari. M5S: non licenziamo nessuno, assumiamo su fabbisogno reale, non costringendo a trasferimenti lontano da casa

Il programma di Forza Italia

Centemero (Forza Italia): più libertà ai presidi per chiamata diretta, stabilità staff dirigente, regionalizzare i ruolo dei docenti

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Renzi: “per i docenti ripartiamo da tempo pieno al Sud. Algoritmo non ha funzionato”. Sufficiente per riconquistare fiducia?

Orizzonte Scuola - 5 ore 48 min fa

“Ok, l’algoritmo per i docenti del sud non ha funzionato come avremmo voluto, è vero.”

E il punto da cui ripartire

“Vogliamo parlare di futuro? Ci siamo, a cominciare dal tempo pieno al Sud”

Il punto é: saranno sufficienti queste parole per riconquistare la fiducia di quei docenti che da anni ormai vivono separati dalle famiglie (ai docenti della Buona Scuola bisogna infatti aggiungere gli assunti ante 2015 che – date le particolari disposizioni inserite successivamente – in alcuni casi sono rimasti “immobilizzati” nelle province del nord, senza riuscire a ricongiungersi ai propri cari)?

Tempo pieno, non è la prima volta che Renzi ne parla. Per Renzi il tempo pieno potrebbe mettere d’accordo il PD, ma non la mobilità e l’algoritmo

Tuttavia, a fine legislatura nulla di concreto risulta essere stato messo in campo per questo particolare settore. Le speranza di rientro dei docenti al momento rimangono legate ai pensionamenti e agli eventuali posti vuoti delle precedenti tornate di immissioni in ruolo, ma non ci sono interventi strutturali. Né è ancora dato sapere quante delle cattedre che si potranno trasformare in organico di diritto spetteranno a province del sud.

Tutto molto incerto per il prossimo anno scolastico, ma le elezioni sono il 4 marzo.

Intanto, sulle assunzioni è scoppiata la polemica tra Renzi e il M5S

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Buona Scuola. Renzi: 132mila docenti con M5S tornebbero precari. M5S: non licenziamo nessuno, assumiamo su fabbisogno reale, non costringendo a trasferimenti lontano da casa

Orizzonte Scuola - 7 ore 24 min fa

Con un post su Facebool Renzi commenta la frase del candidato Premier del M5S Di Maio sullo smantellamento della “legge sulla buona scuola perché che non ha nulla di buono”.

Renzi:

“Ci sono 132 mila insegnanti che erano precari, che noi abbiamo assunto e che tornerebbero a fare i precari.
Ci sono gli aumenti previsti sia dal rinnovo del contratto che dalla Card Docenti che loro considerano mancia elettorale ma che per noi sono importanti.
Ci sono gli investimenti sull’edilizia scolastica che sfiorano i dieci miliardi di euro e superano i livelli degli ultimi 30 anni.
Ci sono le novità come la scuola digitale o l’alternanza scuola lavoro che aprono il futuro per i nostri ragazzi.
Ci sono 700 milioni in tre anni per la scuola dell’infanzia, la Zero-Sei.
Tutto questo verrebbe cancellato, anzi smantellato.
Per ripartire da capo e non si capisce bene con quali soldi visto che solo per coprire altre proposte a Cinque Stelle come reddito di cittadinanza e pensioni occorrono quasi 100 miliardi di euro. Ma davvero pensano che nessuno sappia fare due conti?
Ok, l’algoritmo per i docenti del sud non ha funzionato come avremmo voluto, è vero. Ma quanto abbiamo investito noi nella scuola non lo aveva mai fatto nessuno.
Vogliamo parlare di futuro? Ci siamo, a cominciare dal tempo pieno al Sud. Ma smantellare tutto ciò che è stato fatto sulla scuola perché lo abbiamo fatto noi è una scelta che fa male alla scuola e che fa male all’Italia.
Qualcuno può smentirci, nel merito e non con gli slogan?”

La risposta del M5S arriva con un comunicato di Silvia Chimienti, deputata del Movimento 5 Stelle: NON LICENZIAMO NESSUNO 

Non intendiamo licenziare nessuno. Al contrario di ciò che ha fatto Renzi, che ha assunto senza criterio, svilendo gli insegnanti, noi vogliamo assumere sulla base del fabbisogno reale. Renzi con la sua riforma, usando un algoritmo sbagliato, ha costretto insegnanti con tanti anni di servizio a trasferirsi a centinaia di chilometri da casa. Inoltre ha reso precari a vita i docenti delle graduatorie ad esaurimento, mettendoli a fare le supplenze brevi e i tappabuchi. Noi ci ricordiamo di tutti gli  insegnanti che sono scesi in piazza per protestare contro la riforma della “Buona scuola”, perché siamo stati in piazza con loro a difendere le loro giuste rivendicazioni, mentre il PD dentro i palazzi distruggeva la scuola italiana”.

A seguire il comunicato dei capigruppo  Daniele Pesco alla Camera e Vilma Moronese al Senato

La polemica di Renzi è totalmente strumentale, il M5S non intende licenziare nessuno dei docenti assunti con la legge 107/2015.

” Le assunzioni di cui si vanta oggi erano soltanto un atto dovuto, arrivato peraltro con notevole ritardo, dopo decenni di abuso dei contratti a termine nel comparto scolastico. Il PD ha realizzato un piano di assunzioni scriteriato che ha svilito la professionalità dei precari storici costringendoli a fare i tappabuchi e i jolly alla mercé dei dirigenti scolastici o trasferendoli a migliaia di chilometri da casa attraverso un algoritmo impazzito. Al contrario dei danni fatti da lui in ambito scolastico, il M5S intende procedere con un piano di assunzioni razionale e ponderato, basato sul reale fabbisogno delle scuole e sull’esigenza di continuità e qualità didattica per gli studenti”.

Il commento di Forza Italia 
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Diplomati magistrale. UIL Catania: distinguere tra ricorsi al TAR e ricorsi al Giudice del lavoro

Orizzonte Scuola - 7 ore 32 min fa

“La UIL Scuola di Catania *** con la presente comunicazione intende chiarire ai propri e proprie aderenti qual’è la situazione attuale a proposito dei ricorrenti in possesso di diploma magistrale:

Occorre, anzitutto, distinguere i ricorsi pendenti innanzi alla giustizia amministrativa (TAR e Consiglio di Stato) da quelli pendenti innanzi alla giustizia ordinaria (Tribunale del Lavoro).

Per quanto riguarda i ricorsi pendenti innanzi alla giustizia amministrativa: la sentenza dell’Adunanza Plenaria ha effetto di giudicato solo ed esclusivamente nel giudizio definito. Rappresenta, tuttavia, un autorevole precedente e purtroppo sfavorevole. Prudenza ed esperienza, però, consigliano di attendere le sentenze che la VI sezione del Consiglio di Stato (sezione a cui è assegnato il contenzioso in materia scolastica) emetterà nei prossimi mesi al fine di capire se tale sezione si uniformerà all’orientamento espresso dall’Adunanza Plenaria.

Vogliamo tranquillizzare coloro che, nei mesi precedenti, hanno ottenuto l’inserimento con riserva nella GAE. La revoca del posto o del ruolo non avverrà in automatico ma occorrerà che il provvedimento cautelare in forza del quale si è ottenuto l’inserimento venga revocato con la sentenza che definirà il giudizio.

Per quanto riguarda, invece, i ricorsi pendenti innanzi alla giustizia ordinaria non cambia nulla.”

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Regione Piemonte si schiera con i diplomati magistrale. Ordine del Giorno M5S

Orizzonte Scuola - 7 ore 45 min fa

Il documento impegna la Giunta ad adoperarsi presso tutte le sedi istituzionali affinché si trovi una soluzione definitiva che tuteli i lavoratori, le famiglie e l’intera comunità educativa attraverso la salvaguardia dei contratti stipulati a tempo indeterminato e la tutela dei diritti dei docenti in possesso del diploma magistrale attraverso un’idonea procedura che non vada in conflitto con la presenza dei docenti in possesso di laurea.

L’ordine del giorno nasce dal confronto, avvenuto oggi in Consiglio regionale, con una delegazione di docenti e genitori preoccupati non solo per le gravi conseguenze lavorative ma anche per l’impatto sulla continuità didattica e l’assistenza agli alunni disabili. E’ necessario che il Governo si attivi subito – conclude Frediani – per sanare una situazione che, secondo gli stessi insegnanti, rischia di diventare il più grande licenziamento di massa  della Pubblica amministrazione. Una vicenda trascurata per troppo tempo da tutti i Governi fino ad arrivare ad un esito drammatico.

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Contrapporre conoscenze a competenze è sbagliato. Lettera

Orizzonte Scuola - 7 ore 49 min fa

Nell’appello
1) La mission delle università e quella della scuola sono erroneamente unificate;
2) La conoscenza è intesa come entità statica;
3) Il significato di competenza è travisato.

Università e scuola hanno finalità differenti. La trasmissione dello stato dell’arte delle discipline è la finalità della prima: la lezione frontale è l’ordinaria modalità dell’insegnamento accademico.

La finalizzazione dei percorsi formativi pluriennali scolastici, da esprimere in termini d’oggetti, non è possibile per la dinamicità e l’imprevedibilità dell’ambito socio-culturale in cui la scuola opera. Ne discende che: “Nella loro differenziata specificità le discipline sono strumento e occasione per uno sviluppo unitario, ma articolato e ricco, di funzioni, conoscenze, capacità e orientamenti indispensabili alla maturazione di persone responsabili e in grado di compiere scelte”. Traguardi che non possono essere l’esito di ascolto e memorizzazione: gli studenti devono essere autenticamente motivati.

L’efficacia delle strategie didattiche avrebbe dovuto essere il cuore dell’appello e i regolamenti di riordino del 2010 un elemento fondante. Questi fissano alcuni punti fondamentali e imprescindibili tra cui: “Lo studio delle discipline in una prospettiva sistematica, storica e critica”, “la pratica dei metodi di indagine propri dei diversi ambiti disciplinari”, “l’uso costante del laboratorio”.

Le discipline sono dunque da intendere come dei folletti che saltellano per il mondo e le conoscenze sono le tracce da loro lasciate. Il loro spirito vitale risiede nell’energia, nella curiosità, nella determinazione e nella vivacità del loro carattere. Quale meraviglia manifestano quando percepiscono nuovi problemi, quanta attenzione dimostrano quando ne circoscrivono l’ambito! E che dire della precisione che esibiscono quando scavano per trovare la soluzione e dei trilli di gioia che accompagnano la cattura di nuove questioni.

Gli insegnanti, per trasmettere una corretta immagine della disciplina, individuano progressioni di situazioni problematiche da sottoporre agli studenti che, opportunamente strutturate e formalizzate, stimolano il lavoro di classe orientandolo all’acquisizione sia di specifiche nozioni, sia dei tipici procedimenti che conducono alla soluzione dei problemi.

I giovani, durante l’attività di ricerca (laboratori), esibiscono comportamenti strettamente connessi alle capacità e alle abilità necessarie alla soluzione dei compiti loro assegnati (competenze). Il sistematico monitoraggio di tali condotte permette la gestione dei processi di apprendimento per promuovere e consolidare le capacità e le abilità collegialmente definite.

La progettazione d’itinerari di studio fondata sui problemi e sui metodi disciplinari non è cosa nuova: le traduzioni dal latino, materia la cui potenzialità formativa è universalmente riconosciuta, richiedono l’analisi dei dati, la formulazione e l’applicazione d’ipotesi, la validazione dei risultati ottenuti.

Ecco perché è sbagliato contrapporre le conoscenze con le competenze come ha fatto l’appello: nella scuola conoscenze e competenze sono inscindibili. La conoscenza è il terreno di lavoro mentre le competenze sono i comportamenti che gli studenti esibiscono quando ricercano la soluzione alle questioni che sono state loro poste.

In rete si discute dei paragrafi dell’appello:
“La promozione delle competenze” tratteggia la strategia di un progetto ministeriale caratterizzato dalla progettazione per competenze, generali e specifiche;
“La scuola regredisce dal piano nazionale informatica al piano nazionale scuola digitale” analizza il campo dell’innovazione tecnologica;
“L’alternanza scuola-mondo del lavoro mortifica il lavoro dei docenti” mostra come nell’appello sia assente la visione sistemica;
“Il laboratorio: un occasione educativa da difendere” propone un elenco di materiali didattici esemplificativi;
“Coraggio! Organizziamo le scuole” descrive il campo del lavoro scolastico, premessa essenziale per la valutazione del sistema.

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Nel prossimo contratto fino a 80 ore di collegi e consigli di classe, come cambiano. Riunioni decise solo dal Dirigente Scolastico

Orizzonte Scuola - 8 ore 34 min fa

Secondo quanto riferito da Italia Oggi il testo della proposta ARAN presentata ai sindacati prevede che le riunioni dei consigli di classe e dei collegi docenti, nonché delle altre attività definite funzionali all’insegnamento di natura collegiale, siano considerate in un unico blocco, di massimo 80 ore obbligatorie.

IL CONTRATTO ATTUALE: 40+40

Secondo l’attuale contratto, l’art. 29 prevede

” a) partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, ivi compresa l’attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno e l’informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sull’andamento delle attività educative nelle scuole materne e nelle istituzioni educative, fino a 40 ore annue;

b) la partecipazione alle attività collegiali dei consigli di classe, di interclasse, di intersezione. Gli obblighi relativi a queste attività sono programmati secondo criteri stabiliti dal collegio dei docenti in modo da prevedere un impegno fino a 40 ore annue;”

NUOVO CONTRATTO: MAX 80 ORE OBBLIGATORIE

Consigli di classe e collegi docenti andrebbero in un unico pacchetto. Motivazione: evitare lo sforamento del monte ore da parte dei docenti con più classi (e spesso in servizio su più scuole), circostanza che determina o l’esonoro dalla partecipazione o il pagamento di compenso straordinario.

La norma però potrebbe ancora una volta andare a loro favore – scrive Italia Oggi – poiché partecipando a molte riunioni dei consigli di classe potrebbero maturare più agevolmente lo straordinario per le ore in più dovute alle riunioni dei collegi, che, secondo la proposta Aran, dovrebbero sommarsi a quelle delle riunioni dei consigli di classe.

PIANO ANNUALE ATTIVITA’ DECISO DAL DIRIGENTE SCOLASTICO

Non più deliberato dal Collegio docenti e poi approvato dal Consiglio di Istituto, ma di competenza esclusiva del Dirigente Scolastico, che potrebbe modificarlo nel corso dell’anno scolastico (adesso eventuale modifica deve passare nuovamente dal Collegio docenti).

Vedremo quali saranno le osservazioni dei sindacati in merito a queste novità nell’incontro di oggi.

Contratto. Parte normativa, nodi da sciogliere: orario lavoro, assegnazione docenti ai plessi e fondo istituto

Stipendio docenti, aumenti a regime da marzo 2018. Aumenti soprattutto per retribuzioni basse, ma non si hanno ancora le cifre

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Mobilità: illegittimo il CCNI che non attribuisce punteggio al servizio nelle paritarie. Anief vince a Napoli

Orizzonte Scuola - 9 ore 3 min fa

Il Giudice del Lavoro di Napoli su ricorso patrocinato per l’Anief dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Antonio Salerno dà piena ragione al nostro sindacato ed evidenzia come “Non possono residuare dubbi quindi circa l’illegittimità, con riguardo alle molteplici disposizioni normative sopra richiamate in materia di parità scolastica, della contestata disposizione di CCNI che esclude qualsiasi attribuzione di punteggio, in sede di mobilità, per il servizio di insegnamento svolto negli istituti paritari. Peraltro, diversamente opinando si perverrebbe ad una interpretazione della vigente normativa senz’altro contraria ai principi di eguaglianza e d’imparzialità della p.a. (artt. 3 e 97 Cost.), non essendovi ragione per discriminare, in sede di mobilità, tra servizi aventi per legge la medesima dignità e le medesime caratteristiche”.

Specificando come, ai sensi della normativa vigente, “detta disposizione di cui alle ‘Note comuni’ allegata al CCNI per la mobilità, nella parte in cui dispone che ‘Il servizio prestato nelle scuole paritarie non è valutabile’ deve essere disapplicata”, la sentenza, ottenuta con la solita professionalità ed esperienza dai legali Anief, accerta e dichiara il diritto della ricorrente al riconoscimento del servizio svolto nelle scuole paritarie e alla valutazione dello stesso nelle operazioni di mobilità. Miur, soccombente, condannato all’immediata rettifica dei trasferimenti e al pagamento di 2.200 Euro oltre spese generali, IVA e CPA come per legge.

“La contrattazione non può violare disposizioni di legge – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – e il mancato riconoscimento del servizio nelle scuole paritarie nei trasferimenti è da considerare illegittimo proprio perché in contrasto con la normativa vigente sulla parità scolastica. Con la rappresentatività chiederemo che anche questa palese disparità di trattamento venga superata per conformare le disposizioni contrattuali alle leggi dello Stato e per dare il giusto riconoscimento al servizio svolto nelle scuole paritarie, per eliminare qualsiasi blocco o vincolo su posti di sostegno e di permanenza nella provincia di immissione in ruolo, per riconoscere pari dignità al servizio preruolo nelle graduatorie interne d’istituto e per dare il giusto valore a titoli altamente professionalizzanti come la SSIS, l’abilitazione con TFA/PAS o la specializzazione sul sostegno. È inconcepibile che le regole per la mobilità del prossimo anno siano state confermate nella loro interezza con il beneplacito dei sindacati già rappresentativi e con le illegittimità che da anni segnaliamo. Porteremo noi ai tavoli i diritti dei lavoratori della scuola e chiederemo rispetto per la normativa interna e comunitaria”.

Di mobilità, diritti dei lavoratori e riforma del contratto integrativo si parlerà anche nei nuovi seminari di formazione gratuiti sulla legislazione scolastica dal titolo “DIES IURIS LEGISQUE”, organizzati da ANIEF ed EUROSOFIA, con focus sui contratti integrativi, sulle nuove norme scolastiche introdotte dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, sull’organizzazione dell’orario di lavoro e sulla contrattazione, a cui sono invitati tutti i docenti e gli ATA, e tutti i candidati RSU.
Per ulteriori informazioni sul programma elettorale Anief e proporre la propria candidatura nelle liste Anief,clicca qui.
Per ulteriori informazioni sui nuovi seminari promossi dall’Anief “DIES IURIS LEGISQUE” con il presidente Marcello Pacifico e consultare il calendario degli incontri clicca qui.

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Mobilità e immissioni in ruolo 2018/19, anno buono. In Sicilia 57% in più di pensionamenti, posti vuoti, resoconto nomine scorso anno

Orizzonte Scuola - 9 ore 20 min fa

NUMERI NAZIONALI

Se a livello nazionale si è riscontrato un aumento del 25% delle domande per il personale docente. I docenti che chiedono di andare in pensione sono infati 25.246, a fronte dei 20.102 dello scorso anno scolastico. Il numero più altro nella scuola secondari di secondo grado (8.300), seguito da secondaria I grado (5.733), primaria 7.210 e infanzia 3.074

Numeri che sono stati messi in relazione con la condizione di disagio che i lavoratori vivono quotidianamente, per cui appena si può si lascia il lavoro, anche perché le prospettive future non sono incoraggianti.

Il file con i pensionamenti per classe di concorso e provincia

I dati per il sostegno

I NUMERI PER LA SICILIA

Totale domande presentate: 2.367

Scuola di infanzia: 229
Scuola primaria 561
Scuola secondaria I grado 639
Scuola secondaria II grado 793
Sostegno 145

Incremento: + 57% rispetto al 2017, quando le domande erano state 1.507

MOBILITA’ E IMMISSIONI IN RUOLO 2018/19

Se i numeri rimaranno tali (ossia non ci saranno cali degli organici per decremento di iscrizioni alunni) la suddivisione potrà essere

Mobilità 710 posti

Immissioni in ruolo 1420 cattedre (da GM concorso 2016 e GAE, eventualmente nuove Graduatorie di merito del concorso abilitati 2018 se già svolto e se ci sarà disponibilità)

Passaggio di ruolo e/o di cattedra 237

Ricordiamo che in base al Contratto 208/19 sottoscritto dai sindacati alla mobilità interprovinciale va il 30% dei posti disponibili, ai passaggi di ruolo e cattedra il 10%. Il resto rimane per le assunzioni a tempo indeterminato.

TRASFORMAZIONE POSTI DA ORGANICO DI FATTO IN ORGANICO DI DIRITTO

Numeri alti, ai quali si potrebbero aggiungere altri posti in conseguenza della trasformazione di altre cattedre da organico di fatto in organico di diritto.

Nella legge di Bilancio 2018 è stato previsto lo stanziamento di fondi per la trasformazione di circa 18mila cattedre. Non tutte il prossimo anno scolastico, per cui bisognerà ancora verificare quante ne saranno disposte per l’incremento degli organici in Sicilia.

POSTI VUOTI

A questi numeri bisogna poi aggiungere i posti eventualmente rimasti vuoti nella precedente tornata di immissioni in ruolo perché le relative graduatorie erano esaurite, numeri che adesso andranno nuovamente redistribuiti.

In particolare, i posti vuoti sono sul sostegno.

Nell’a.s. 2017/18 infatti, rispetto ai 51.773 posti disponibili, ne sono stati coperti 29.686. Dei 22.087 rimasti vacanti, 10.011 sono relativi a posti di sostegno. Questi ultimi sono stati coperti con contratti di supplenza per la carenza di personale specializzato nelle Gae e nelle graduatorie di merito. Il nuovo corso di specializzazione TFA sostegno III ciclo permetterà di coprire ulteriori 9.949 posti. Anche in questo caso sarà da verificare quanti spetteranno alla Sicilia.

POSTI POTENZIAMENTO INFANZIA

Rimane un capitolo delicato, in una regione in cui le graduatorie di merito del concorso 2016 sono ancora ben lungi dell’esaurirsi, e anche la misura di un anno di proroga potrebbe rivelarsi insufficiente.

Queste le parole dell‘On. Malpezzi (PD):

il potenziamento va migliorato, l’infanzia non l’ha ancora ricevuto e non in maniera diretta, con la trasformazione dei posti da organico di fatto ad organico di diritto. Non reale, dunque, come per gli altri ordini di scuola. La direzione però è tracciata.

RESOCONTO NOMINE 2017/18

Per avere un’idea sommaria della situazione, il resoconto (parziale) delle nomine svolte nell’a.s. 2017/18 e pubblicazione graduatorie di merito concorso

COMMENTI DEI SINDACATI

Grazia Maria Pistorino FLCGIL “Questo elevato numero di pensionamenti potrà dare risposta a molti colleghi ora titolari al nord”

Francesca Bellia CISL “L’esodo dei docenti è determinato da un’eta anagrafica mediamente superiore alla media nazionale ma anche dal fatto che molti precari isolani vengono assunti al nord e solo dopo diversi anni riescono ad avvicinarsi a casa”

Dati tratti da Repubblica ed. Palermo

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Diplomati magistrale. CUB: apposita graduatoria in base a punteggio di servizio, anno di prova deve essere considerato idoneità concorsuale

Orizzonte Scuola - 10 ore 18 min fa

Oggi, alle 15,30 presso il Ministero dell’Istruzione Università Ricerca, si svolgerà un incontro sulla situazione degli insegnanti diplomati magistrali fra rappresentanti del ministero stesso e la CUB Scuola ed altri sindacati.

Gli impegni che la CUB Scuola assume sin da oggi sono, in primo luogo, due:

operare perché alle colleghe ed ai colleghi coinvolti ed a tutti i colleghi e le colleghe oltre che a tutte le persone interessate sia garantita la massima trasparenza per quel che riguarda l’informazione, una trasparenza che non è un di più ma, al contrario, una necessità elementare.

Ciò, a maggior ragione, se si  pensa alla mancanza di chiarezza per quel che riguarda le responsabilità nelle decisioni e i criteri seguiti per decidere che  ha determinato l’attuale disastro sociale;
difendere senza ambiguità i diritti di tutte e tutti i diplomati magistrali al riconoscimento del valore abilitante del loro titolo di studio e, di conseguenza, alla permanenza in ruolo dei colleghi già assunti ed alla presenza nelle graduatorie ad esaurimento per le supplenze e l’assunzione in ruolo di tutti gli abilitati magistrali.

Sulla base di questi principi cercheremo tutte le soluzioni tecniche necessarie sulla base di un’attitudine concreta e realistica da parte nostra, se si negheranno i diritte delle colleghe e dei colleghi la mobilitazione continuerà con tutti i mezzi necessari dai presidi alle manifestazioni, dagli scioperi alla dimissione da tutti gli incarichi e a quanto l’intelligenza e la fantasia delle colleghe e dei colleghi saprà elaborare.

In concreto, quindi, chiederemo:

1. Docenti in ruolo con anno di prova superato: considerare il superamento di tale periodo, documentato da certificato, come idoneità derivante da concorso.
2. Docenti con anno di prova in corso: da considerarsi come sopra al termine del superamento dell’anno di prova.
3. Docenti con ruolo accantonato in attesa di sentenza di merito: preservare il diritto al posto assegnato in quanto l’amministrazione individuando tali docenti li ritene idonei all’impiego.
4. Docenti in Graduatorie a Esaurimento, in Graduatorie di Istituto o in nessuna graduatoria con titolo di diploma magistrale: collocazione in base al punteggio di servizio in un’apposita graduatoria per le immissioni in ruolo GAE o similari.

Seguiranno nuove comunicazioni dopo l’incontro

Per la CUB Scuola Università Ricerca
Il Coordinatore Nazionale
Cosimo Scarinzi

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